Si sa che quando non sono "tempi di tori" la crisi contagia tutto. Paradossalmente, anche il mercato dei mutui e dei finanziamenti.
La categoria che più sembra evitare chiedere prestiti e finanziamenti è quella dei dipendenti privati, al contrario di dipendenti statali e pensionati.
Questo, è da imputarsi in primo luogo ad un rifiuto che parte da parte delle banche, meno propense a concedere prestiti a chi lavora nel privato, proprio a causa dell'instabilità delle aziende italiane.
Dall'altra parte della barricata, le uniche richieste di prestito a non essere in calo sono i prestiti personali e quelli finalizzati per categorie quali elettronica, viaggi, corsi di lingue e formazione in generale.
Per quanto riguarda la cessione del quinto dello stipendio, a complicare le cose per i dipendenti privati è da una parte il nicchiare delle compagnie di assicurazione (ricordiamo che assicurarsi per questa forma di finanziamento è obbligatorio per legge), dall’altra la pressione esercitata dalla Banca d’Italia, secondo la normativa che vieta l’estinzione dei contratti prima che siano trascorsi i due quinti della durata originaria.
La cessione del quinto a istinzione anticipata è sotto l'occhio vigile della Banca d’Italia, che desidera porre un chiaro alt alla consuetudine delle estinzioni anticipate con simultanei rinnovi.
Assieme, le compagnie d'assicurazione sono diventate maggiormente selettive e hanno iniziato a non assicurare dipendenti di settori ritenuti più a rischio.
Principalmente trattasi di dipendenti privati di settori come l'edilizia ed altri affini.
Per chi ancora non avesse le idee chiare, si ricorda che la cessione del quinto dello stipendio è una forma di prestito facente capo alla famiglia dei prestiti garantiti, e che può essere richiesta da tutti i dipendenti pubblici/statali assunti a tempo indeterminato e dai titolari di una pensione Inps di anzianità, inabilità e o reversibilità e da pensionati Inpdap.
Il rimborso si effettua con addebito in busta paga o pensione, su un periodo massimo di 120 mesi a rateazione mensile.
Una forma certamente vantaggiosa per dipendenti privati e pubblici, così come per i pensionati. Ma il contratto a tempo indeterminato rimane una prerogativa e l'attuale crisi inasprisce lo scenario generale.



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